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La Piattaforma digitale come contenitore organizzato di dati

I software di modellazione delle informazioni (i cosiddetti BIM Authoring) sono utilizzati quotidianamente in gran parte delle società e aziende che operano nella filiera delle costruzioni. Spesso si considera che tali software, da soli, possano apportare notevoli miglioramenti nella qualità del lavoro storicamente svolto con i classici software CAD.

Tuttavia, la semplice modellazione, seppur indubbiamente con i suoi vantaggi, spesso non è sufficiente per giustificare investimenti in tecnologia e formazione. Il modello 3D non rappresenta unicamente una virtualizzazione tridimensionale di un cespite, bensì è il risultato di molteplici informazioni messe in relazione tra loro.

Queste informazioni come possono essere condivise in maniera efficiente, accessibile, sicura, tracciata, e supportata qualsiasi sia il software con cui sono state modellate? In questa prospettiva nasce la necessità di poter condividere tali dati in un ambiente in cui sia garantita efficienza, accessibilità, sicurezza, tracciabilità e che supporti formati file aperti e non proprietari.

La Piattaforma collaborativa digitale, ovvero un “ambiente digitale per la raccolta organizzata e la condivisione di dati, informazioni, modelli, oggetti ed elaborati, riferiti alla filiera delle costruzioni: prodotti risultanti, prodotti componenti e processi” (da norma UNI 11337-1, 3.2.4), rappresenta una soluzione a questa necessità.

Le piattaforme digitali possono essere di diverse tipologie: servizi di storage in cloud, sistemi aziendali ERP, portali web.  La caratteristica principale comune a tutti è rappresentata dalla interoperabilità e dalla integrazione, ovvero dalla possibilità di relazionarsi con una vasta molteplicità di tecnologie differenti.

Le possibili applicazioni: dalla collaborazione e coordinamento al Project Management

Il primo campo di applicazione a cui si è soliti pensare è appunto il coordinamento: ogni figura specializzata può mettere a disposizione il modello informativo inerente alla propria disciplina, in modo da ottenere il cosiddetto “Modello federato”. Da qui vengono svolte le attività di Model Checking (interferenze e incoerenze), le analisi sui tempi e costi, analisi energetiche e strutturali. La Piattaforma rappresenta dunque il “fulcro” centrale per ogni disciplina, l’ambiente che racchiude e condivide tutte le informazioni relative al cespite.

Il secondo, si lega strettamente all’attività di Project management: la Piattaforma può infatti essere utilizzata anche come strumento di Gestione dell’asset, come ad esempio per redigere analisi predittive di manutenzione, ottimizzando in questo modo i tempi del processo decisionale e abbattendone di conseguenza anche i costi. Esempi di informazioni che possono aiutare tali processi possono essere, come suggerito anche dalla norma UNI11337: registri sulle attrezzature, costi di manutenzione, registrazione di date di installazione e manutenzione.

La piattaforma come fulcro della rivoluzione digitale del mondo AEC

Questa tecnologia risulta indispensabile nel processo che sta vedendo l’industria 4.0 in rapida espansione all’interno del settore delle costruzioni. Non sono i dati e le informazioni in sé il reale asset di cui può disporre un qualsiasi operatore della filiera delle costruzioni, bensì dati e informazioni relazionabili tra loro e con differenti tecnologie.

Significativa è la volontà, sia a livello europeo che nazionale, di finanziare progetti per la creazione di piattaforme digitali da parte delle pubbliche amministrazioni. Il processo di transizione digitale di un paese, per poter essere sviluppato, infatti, non può prescindere dall’adottare nuove tecnologie che favoriscano l’interoperabilità e la condivisione delle informazioni.

Dall’AcDat alla Piattaforma digitale del futuro

Il primo passo verso questo processo di innovazione e rinnovamento del settore AEC è stato compiuto con i cosiddetti Ambienti di Condivisione Dati (il cui acronimo diventa gli AcDat), i quali forniscono dal punto di vista tecnologico la condivisione di dati inerenti a una singola commessa o un singolo cespite. Al momento questi ambienti rivestono il ruolo di contenitori di file, come modelli informativi, che contengono le informazioni utili alle attività di coordinamento e di gestione necessari per la delivery o per il singolo asset.

Lo sviluppo futuro riguarderà la collaborazione tra le varie figure e l’interazione delle informazioni a un livello più alto che non interessi la singola commessa/cespite ma che influisca a livello di organizzazioni e mercati, coinvolgendo qualsiasi disciplina.

La piattaforma del futuro sarà quindi un luogo (digitale) in cui le informazioni relative a un asset e il metodo con cui queste si relazionano saranno i veri protagonisti e consentiranno al proprietario dell’asset stesso di aumentarne il valore.

Marco Gianni – IQT BIM Specialist

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